In passato lo Zelten, naturalmente fatto in casa, non poteva mancare nelle feste di Natale tirolesi. Chi se lo poteva permettere ce la metteva tutta per portare in tavola uno Zelten il più ricco e sostanzioso possibile. A Natale, però, lo si poteva soltanto assaggiare.
Lo Zelten è composto da un impasto leggero in cui vengono mischiati diversi frutti. Molto amati erano pezzetti di pere, chiamati „Klozen" o „Klezen", da cui deriva anche il nome popolare dello Zelten: „Klozenbrot" o „Klezenbrot Inoltre si mischiavano noci, uvetta, fichi e tante spezie.
Soprattutto nella Valle Centrale dell'Inn si pensava che lo Zelten andasse fatto affumicare tre volte per far bene alla salute e non soltanto al palato. In Tirolo, allora, lo Zelten veniva affumicato tre volte con erbe benedette, l'ultima delle quali alla vigilia dell'Epifania (6 gennaio). Questo significa però che lo Zelten poteva essere tagliato e mangiato soltanto all'Epifania. Dato che l'attesa, però, era troppo lunga, almeno la notte di Natale se ne poteva gustare un assaggio.
Ma anche nella vita amorosa lo Zelten ricopriva un ruolo importante. Il giorno dell'Epifania i ragazzi andavano a trovare le ragazze di cui erano innamorati. Se il ragazzo riceveva un pezzo di Zelten, questo valeva come un fidanzamento. Se la ragazza non voleva saperne del ragazzo, allora il suo Zelten era stranamente sparito. Il ragazzo capiva di che cosa si trattava e se ne andava senza dire una parola.
Nello Zelten si riunivano quindi piaceri del palato, concetti di religione popolare e usanze.