In quasi tutto il Tirolo gli amanti di arrampicate e bouldering trovano condizioni ottimali per fare sport anche quando il tempo non è dei migliori

Nelle palestre da roccia tirolesi – come questa a Imst – si tengono regolarmente competizioni internazionali
Di per sé l’arrampicata è sinonimo di natura a tutto tondo. È difficile trovare un’altra situazione in cui si è tanto vicini agli elementi. Roccia sotto, sopra, davanti a noi. E aria tutto intorno, a volte tremolante dal caldo, a volte piacevolmente fresca e ventosa. Il corpo ricoperto di gocce di sudore perché sono necessarie forza, forma fisica e concentrazione. E dentro di noi il fuoco dell’ambizione, del rispetto e dell’orgoglio per la nostra abilità.
Dato che però la natura non può sempre mostrare il suo lato migliore, l’uomo, grazie alla sua inventiva, l’ha studiata, copiata e trasferita al coperto. E così ha reso l’arrampicata un divertimento praticabile tutto l’anno. Attaccare una parete, passare a un’altra, salire: lo si può fare in qualsiasi momento. C’è chi lo fa per restare in forma, chi per contribuire al proprio equilibrio mentale dopo una sciata.

La palestra Tannheim aspetta gli scalatori con una grande varietà di percorsi
Il Tirolo offre più di 20 palestre di roccia o di bouldering. Si va da impianti piccoli, a conduzione familiare, fino a complessi concorrenziali a livello internazionale. Le palestre sono per la maggior parte pubbliche, il che significa che si arriva alla parete in fretta e senza complicazioni. Alcuni impianti sono gestiti da associazioni di cui bisogna essere membri se ci si vuole allenare. Più volte, comunque, questi impianti hanno accolto per una giornata degli ospiti che ne hanno fatto gentilmente richiesta. In fondo anche tra gli scalatori la parola d’ordine è cameratismo.
Per più di una persona la palestra da roccia ha rappresentato l’inizio della dipendenza da questo affascinante sport. Qui si provano i primi passi, le prime prese e si scopre che la soddisfazione di essersi arrampicati alla perfezione su un determinato tratto fa aumentare la voglia di affrontare il prossimo grado di difficoltà. Comincia così la febbre dell’arrampicata, di cui non ci si libera più: d’estate all’aperto, d’inverno al coperto. Ci si arrampica sempre e ovunque.