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Il suono del Tirolo

Aggiornato al 13.04.2021 in Arte & cultura

Paul non si esibisce solo per il pubblico, ma anche per le montagne.
Paul non si esibisce solo per il pubblico, ma anche per le montagne.

Qual è il suono della propria regione? E dove lo si può ascoltare al meglio? Due domande che abbiamo posto a Paul Schweinester, cantante lirico nativo di Innsbruck che ha calcato palchi importanti - come quello del Festival di Salisburgo - ed è stato anche nominato per un Grammy.

Paul Schweinester osserva il pesante portone d’ingresso della chiesa dei Gesuiti di Innsbruck. Conosce bene questa chiesa, la sua carriera di cantante d’opera è iniziata, infatti, con il coro di voci bianche dei Wiltener Sängerknaben che si esibiscono regolarmente qui. Ci racconta della storia della colossale campana “Schützenglocke”, che con i suoi 9.200 chili fu donata alla chiesa alla fine degli anni ‘50 in occasione del 150° anniversario della lotta per la liberazione del Tirolo e che ancora oggi caratterizza il paesaggio sonoro di Innsbruck con il suo timbro profondo. Una volta entrati in chiesa, Paul Schweinester tace per un momento. Poi domanda:

Ha notato cosa è successo?
 

Che cosa?
Appena entrati abbiamo subito smesso di parlare. È ovvio che non si facciano schiamazzi in una chiesa, ma da cosa dipende? Siamo soli qui.

Dal rispetto di un luogo di culto?
Sì. Ma anche l’acustica ricopre un ruolo importante: le superfici lisce e dure riflettono il suono, lo spazio alto gli offre la possibilità di diffondersi. In questo modo, i suoni vengono riflessi e amplificati. In un simile ambiente acustico, chiunque si sente piccolo e al contempo grande: inizialmente si resta impressionati dal proprio volume, ma chi osa sfruttare questa acustica ci guadagna in potenza.

Nella chiesa dei Gesuiti, il cantante d’opera può sfruttare al massimo l’acustica. 
Nella chiesa dei Gesuiti, il cantante d’opera può sfruttare al massimo l’acustica. 

Paul ammira la colossale campana di 9.200 chili.
Paul ammira la colossale campana di 9.200 chili.

Da cantante, come ci si relaziona con questa acustica?
Le pause tra la musica, o le parole, sono altrettanto importanti quanto la musica stessa. In una chiesa come questa, una nota riverbera da quattro a sette secondi e i singoli suoni si fondono. Ma il risultato deve comunque risultare armonioso. Da cantante, quindi, bisogna lasciarsi un po’ più di tempo. La maggior parte della musica sacra tiene conto di queste peculiarità acustiche ed è costituita da note tenute a lungo. Ma se si dovesse esclusivamente comporre in base ai dettami dell’acustica, la musica dovrebbe essere ben diversa, più strumentale. L’intelligibilità del testo è molto bassa con una simile risonanza, brani come quelli di Bach contengono troppo testo in sé. Ma è proprio per questo che nelle chiese c’è così tanta musica: è un linguaggio universale.

Usciamo all’aperto. A neanche cento metri dalla Chiesa dei Gesuiti c’è la Haus der Musik, la casa della musica. Dal suo completamento nel 2018, il moderno edificio con la facciata in ceramica scura è sede di numerose istituzioni musicali, e ospita nelle sue sale una grande varietà di eventi. Un concerto di Paul Schweinester è ancora in sospeso. A causa della pandemia ha dovuto rimandare la sua prima apparizione lì, ma vi è già stato per le prove ed è rimasto impressionato dall’acustica della “Sala Grande”, il cuore di questa casa della musica. Direttamente dietro il palco, una grande vetrata apre lo sguardo sulla Hofburg, il Palazzo imperiale di Innsbruck.

Paul guarda dalla finestra della Sala Grande della Haus der Musik e si rammenta della straordinaria acustica di questo luogo.
Paul guarda dalla finestra della Sala Grande della Haus der Musik e si rammenta della straordinaria acustica di questo luogo.

Ho notato che Lei continua a testare l’acustica durante la nostra passeggiata, alzando o abbassando a tratti la voce, battendo le mani o canticchiando.
Sì, ho quasi sempre il bisogno di cantare. Eppure, per un cantante d’opera, non va affatto bene, perché tra le prove e le esibizioni bisognerebbe far riposare la voce. Ma quando mi ascolto, mi accerto di essere ancora qui. In un certo senso, la voce è la raison d’être di un cantante e specialmente in luoghi dall’acustica importante, come una chiesa, si è tentati di mettere alla prova l’acustica. Ma una sala come questa è molto meglio per il suono.

In che senso?
In un ambiente riverberante, la musica è spesso troppo forte, il che contribuisce ad affaticare tutte le persone coinvolte. Per il cantante sorge il problema che si sentono le prese di respiro e gli ascoltatori sono assaliti da troppe informazioni acustiche. Qui si nota immediatamente quanto sia più piacevole parlare. Tutto il legno, i pannelli sulle pareti e sul soffitto fanno sì che il riverbero sia breve. Un po’ come se si parlasse in un cuscino. Eppure, l’acustica non è perfetta.

Per le mie orecchie, sembra buona. Cosa c’è che non va?
Una sala di questo livello viene attentamente progettata in anticipo, si presta attenzione ad ogni dettaglio. E, naturalmente, si tiene anche conto del fatto che qui la musica venga prodotta davanti a un pubblico. Quando ci sono molte persone in una stanza, si modifica anche l’acustica. I corpi emettono calore e umidità e assorbono il suono, quindi il suono diventa un po’ più secco. Anche da musicista esperto, è sempre sorprendente quanto sia diverso il suono di una stanza non appena si riempie di pubblico.

Il legno, i pannelli, il soffitto e il pubblico giocano un ruolo importante nella ricerca dell’acustica perfetta.
Il legno, i pannelli, il soffitto e il pubblico giocano un ruolo importante nella ricerca dell’acustica perfetta.

Da Parigi a Hong Kong: Lei ha già calcato molti grandi palcoscenici. Le sale da concerto in Tirolo hanno un suono che le distingue?
Non direi così, perché le esigenze acustiche sono simili ovunque. Eppure, ogni sala da concerto ha un suono diverso. In realtà, si potrebbe pensare che ormai esista una formula per un’acustica perfetta riproducibile ovunque. Ma non è così che si costruiscono le nuove sale da concerto.

Perché no?
Perché un edificio come questo è qualcosa di più che mera acustica. Una sala da concerto svolge anche una funzione rappresentativa e dovrebbe raccontare qualcosa della città in cui si trova. La “Sala grande” qui a Innsbruck ne è un buon esempio: dal punto di vista acustico, si sarebbe probabilmente fatto a meno dell’enorme facciata in vetro, ma si tratta di un elemento che esprime l’apertura che la Haus der Musik intende rappresentare. E come artista, si è grati per queste differenze, perché permettono anche di adattare il programma al rispettivo luogo.

Il Tirolo ha un suo suono particolare. Questo vale per le sue chiese e le sale da concerto, e ancora di più per l’aria aperta, la natura, le vallate e le montagne. Andiamo insieme a Paul al trampolino di salto con lo sci del Bergisel. Paul Schweinester è entusiasta della disposizione ad anfiteatro, si nota che questo luogo lo stimola. Salta oltre la barriera nella zona d’arrivo, schiocca le dita, intona un ritornello allegro.

Paul ama cantare in un anfiteatro come questo del Trampolino del Bergisel.
Paul ama cantare in un anfiteatro come questo del Trampolino del Bergisel.

Com’è l’esperienza sonora in uno stadio come questo?
Molto interessante. Una fossa acustica. Il suono risale verso l’alto, il tempo di riverbero è piuttosto breve, ma riceve comunque un’amplificazione sufficiente per raggiungere bene tutti i livelli. Questo è il motivo per cui gli anfiteatri possono essere considerati come luoghi altamente democratici: la maggior parte dei posti è alla stessa distanza dal palco. Gli antichi greci sapevano bene perché costruivano i loro teatri in questo modo.

Si canta in modo diverso di fronte a un grande scenario come questo?
Sì, senza dubbio. Penso che ci siano interessanti parallelismi tra il salto con gli sci e il canto. In entrambe le discipline si vuole continuare a volare, il più in alto e il più lontano possibile. È una cosa che ha molto a che fare con la forza mentale. Il saltatore con gli sci ha praticato il salto centinaia di volte in allenamento, il cantante la nota alta che deve eseguire. Raramente funziona così bene come in fase di esercizio, ma a volte, se si coglie il momento giusto, il pubblico ti porta a volare oltre a quanto tu abbia mai fatto prima. Trentamila persone che esultano, applaudono, respirano: un sottofondo sonoro che si può avvertire fisicamente, e che ti fa quasi galleggiare.

Paul vuole volare in alto con la propria voce, proprio come i saltatori del trampolino del Bergisel.
Paul vuole volare in alto con la propria voce, proprio come i saltatori del trampolino del Bergisel.

Per presentarci l’ultimo luogo musicale Paul Schweinester vuole andare in alto: fuori dalla città, nella natura. Le montagne sono importanti per lui. È qui che si rigenera dopo le sue performance, che lui stesso paragona a imprese sportive. Prendiamo l’ultima corsa della funicolare Olympiabahn per raggiungere il rifugio Hoadl-Haus nel comprensorio sciistico dell’Axamer Lizum. Dietro la stazione a monte si stagliano i Kalkkögel, gigantesche pareti rocciose, alte 2.800 metri. Al tenore piace venire qui per staccare la spina. E godersi il silenzio. Ma com’è cantare davanti a una parete di montagna?

Ha mai provato con lo jodel?
Di tanto in tanto mi ci diletto, ma il risultato non è altro che una caricatura dello jodel. Il vero jodel, ovvero il rapido cambiamento tra la voce di testa e di petto, è veramente difficile e non appartiene normalmente al repertorio di un cantante d’opera.

Le montagne infondono a Paul un senso di ispirazione, pace interna ed energia. Soprattutto prima delle sue esibizioni ama trascorrere del tempo in montagna.
Le montagne infondono a Paul un senso di ispirazione, pace interna ed energia. Soprattutto prima delle sue esibizioni ama trascorrere del tempo in montagna.

Che cosa L’affascina di uno scenario come quello del Kalkkögeln?

Qui ritrovo le mie radici, l’ispirazione.

Cantare nella natura, in generale, è bello perché offre una drammaturgia tutta sua. Quando si è all’aperto, l’atmosfera varia con la luce del giorno. Inoltre, è possibile utilizzare il paesaggio per trasmettere meglio il contenuto di un brano. Per esempio, una volta mi è capitato di cantare un brano ambientato sulla piazza di un villaggio, sulla piazza di un vero villaggio. L’atmosfera ricreata non avrebbe potuto essere riprodotta in una normale sala da concerto. Ma cantare all’aperto cela delle insidie: è più faticoso perché bisogna cantare più forte. E se non si canta davanti a una parete di montagna come questa, occorre montare delle casse, che forniscono al cantante il ritorno. Ed è proprio per questo che il Kalkkögeln è una meraviglia sonora unica. Qui la natura è come un’arena su scala gigantesca.

Paul non si esibisce solo per il pubblico, ma anche per le montagne.
Paul non si esibisce solo per il pubblico, ma anche per le montagne.

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