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Sport invernali alla quinta potenza

Aggiornato al 21.02.2022 in Sport, Foto: Bernhard Poscher

La maggior parte delle persone va in Tirolo per dedicarsi al proprio hobby sulla neve preferito. Eppure l'inverno ha tanto altro da offrire. Il nostro autore vuole sperimentare di più e sfida a duello sulla neve una donna di Innsbruck: quattro giorni, cinque diversi sport. Chi vincerà?  

Il Wilde Mannle (l’omino selvaggio) sbarra la strada. Sono quasi le nove, stiamo scivolando sulla neve che scricchiola dolcemente sotto le pelli dei nostri sci da scialpinismo. Il Wilde Mannle è grande, pieno di ostacoli e piuttosto alto. 3.019 metri per essere precisi. "Camminiamo intorno al Wilde Mannle, poi potremo vedere la nostra meta di oggi", dice Kilian, la nostra guida alpina di Vent. È in giro per le Alpi Venoste con Vanessa e me dalle sette in punto. Il Wilde Mannle fa parte del nostro tour verso l'Ötztaler Urkund, una vetta sotto la Wildspitze. È lì che vogliamo andare. Se arriviamo così lontano.

Incontriamo il Wildes Mannle il terzo giorno della nostra sfida. Vanessa ed io trascorriamo quattro giorni nell'Ötztal. Vanessa vive vicino a Innsbruck e trascorre la maggior parte del suo tempo libero in bicicletta, sulle tavole e scattando foto. Vengo dal Lago di Costanza, dove ci sono i Maultaschen (tipo di ravioli ripieni) invece degli Schlutzkrapfen, le colline sono più dolci e le attività all'aria aperta sono più tranquille. Vanessa vuole mostrarmi la sua patria adottiva, il Tirolo, e sfidarmi. Quattro giorni, cinque sport diversi, un obiettivo: superare l’altro. Biathlon, sci alpinismo, slittino, snowboard, sci. Sappiamo fare alcuni sport, altri dobbiamo impararli prima. Un gioco da ragazzi, credo, la neve è la mia seconda casa. Sciare? Da quando avevo tre anni. Snowboard? L'ho già fatto. Biathlon? Non può essere così difficile. E i tour di scialpinismo in alta quota sono semplicemente tour di scialpinismo faticosi, no? Sono sicuro della mia vittoria. Poi incontro Vanessa sulla montagna.
 

Merlino e Vanessa sono ugualmente fiduciosi della propria vittoria. Ma chi vincerà il duello sulla neve?
Merlino e Vanessa sono ugualmente fiduciosi della propria vittoria. Ma chi vincerà il duello sulla neve?

Giorno 1: sull’anello

"Ehi, non piantare i tuoi bastoni in quel modo nell’anello di sci di fondo. Qui siamo allo sci di fondo, non al curling", dice Martin. È maestro di sci di fondo da vent'anni e ora cerca di insegnarci lo skating e il tiro del biathlon. A Niederthai scivoliamo sull’anello da sci di fondo di un piccolo comune della valle Horlachtal, a circa mezz'ora di macchina da Sölden. Il sole ci scalda la schiena, stiamo in equilibrio sugli sci stretti e cerchiamo di interiorizzare le lezioni di Martin.

La regola più importante nello sci di fondo: le braccia sostengono le gambe, non il contrario. 
Martin, maestro di sci di fondo

Spinge i suoi sci formando una V sull’anello davanti a noi, lo seguiamo. Vanessa scivola, finisce sulla neve, io inciampo sugli sci poco dopo. Martin sorride. “Va bene, ci togliamo di nuovo gli sci. Dovete controllare i vostri schemi di movimento”. Siamo dietro di Martin sull’anello, scivoliamo e saltiamo nella neve, i nostri piedi inclinati a formare una V. "Lo sci di fondo è uno degli sport più complessi: utilizzate oltre il 90 percento dei muscoli", afferma. Bisogna fare pratica. Alcuni un po' di più di altri.

Lo sci di fondo è più difficile di quanto si pensi. Perciò i due ricevono alcuni consigli dal maestro di sci di fondo Martin.
Lo sci di fondo è più difficile di quanto si pensi. Perciò i due ricevono alcuni consigli dal maestro di sci di fondo Martin.

Dopo quasi due ore di inciampi e cadute, iniziamo a scivolare, gli incidenti diminuiscono, la gioia aumenta. "Allora, adesso si tira", dice Martin. Da quattro anni gli appassionati di sport possono praticare il tiro a segno del biathlon a Niederthai. Con armi vere e un vero poligono di tiro. L'unica differenza: l'arma spara raggi laser, non proiettili. L'effetto è lo stesso: se colpisci il bersaglio bianco, il bersaglio diventa nero. "Appoggia l'arma sul palmo della mano e premi il gomito sui fianchi", spiega Michael del Nordic Team Niederthai, che si occupa del poligono di tiro. Il mirino danza sul bersaglio, ogni battito del cuore spinge l'arma verso l'alto pulsando. Premo il grilletto. Il bersaglio rimane bianco. "Lascia che il mirino cada nel bersaglio dall'alto", spiega Michael. Il mirino cade, premo il grilletto, il bersaglio diventa nero. "Molto bene", dice Michael. Solo il tempo non è buono. Arrivare, sdraiarsi, sparare, alzarsi. Michael dice: "Ai professionisti servono 25 secondi". Vanessa ed io perdiamo 15 minuti su due turni. Il mio disco diventa nero tre volte, Vanessa segna due volte. "La giornata è tua", ammette Vanessa. Primo giorno, prima vittoria. Si può andare avanti così.

Affinché il tiro abbia successo, è necessario un grande istinto. Merlin fa tre tiri in due turni.
Affinché il tiro abbia successo, è necessario un grande istinto. Merlin fa tre tiri in due turni.

Vanessa invece fa centro due volte. Perciò il record della giornata va a Merlin.
Vanessa invece fa centro due volte. Perciò il record della giornata va a Merlin.

Giorno 2: sulla pista

La mattina presto ci troviamo alla stazione a monte del comprensorio sciistico Hochoetz, davanti a noi si stende la pista vuota, la neve è dura e pettinata. Condizioni perfette per una gara. Perché entrambi ci sentiamo a nostro agio sulla discesa, aggiungiamo un handicap: Vanessa mi insegna a fare snowboard, io insegno a lei a sciare. Il punto sarà assegnato a chi avrà padroneggiato meglio la nuova disciplina alla fine della giornata.

Per lo snowboarding è importante che tu “senta” la tavola.
Vanessa

Giro lentamente la punta della tavola verso valle, prendo velocità, plano sulla pista, sempre più veloce. «Tieni fermo il busto!» mi urla Vanessa. Troppo tardi. La tavola si inclina, cade in avanti e io atterro con la faccia sulla neve dura e pettinata. Mi alzo, aggiusto il casco, proseguo. Per due ore finisco lungo e disteso, scivolo e sto seduto sulla pista, poi ci prendo la mano.
 

Merlin pensava davvero che lo snowboard sarebbe stato più facile.
Merlin pensava davvero che lo snowboard sarebbe stato più facile.

All'ora di pranzo scambiamo le tavole con gli sci. "Quindi, quando si scia è particolarmente importante che tu...". Non posso andare oltre. Vanessa mi sfreccia davanti, sci paralleli, braccia piegate, bastoni sotto le ascelle. In discesa libera, scompare dietro una collinetta. "Mio padre mi ha messo sugli sci per la prima volta quando avevo tre anni", dice sulla collina successiva e sorride. A lei, nessuno deve insegnare a sciare. Ho perso la giornata, ma almeno mi sono reso conto che anche lo snowboard è molto divertente.

Vanessa mostra tutte le sue abilità mentre scia e vince.
Vanessa mostra tutte le sue abilità mentre scia e vince.

Giorno 3: senza skilift

Siamo solo a metà delle nostre Olimpiadi invernali personali, e le mie cosce stanno davvero bruciando. Arriviamo a Vent alle sette. Il villaggio per gli alpinisti si trova in una piccola valle laterale con ripide montagne, le cui cime scompaiono nel buio dell'alba. Kilian sta di fronte a noi. Giacca rossa, barba di tre giorni, guida alpina da 25 anni. Un'imbracatura da arrampicata intorno alla vita con corde, moschettoni e una fettuccia. "Direi che saliamo fino all’Ötztaler Urkund", propone Kilian. La montagna alta 3.554 metri si trova da qualche parte a sinistra sopra di noi nel cielo mattutino, dietro il Wildes Mannle, direttamente sotto la Wildspitze, la seconda montagna più alta dell'Austria. 3.500 metri? Così in alto? Senza aver mai fatto un tour? "Ce la faremo", dice Kilian. “È importante che all'inizio lo prendiamo lentamente. Molti scialpinisti partono troppo in fretta.” Saliamo comodamente sulla neve, su per il pendio, mentre il sole si insinua tra le cime delle montagne.

Per arrivere all’Ötztaler Urkund, Vanessa e Merlin devono gestire bene le loro forze e imparare nuove tecniche
Per arrivere all’Ötztaler Urkund, Vanessa e Merlin devono gestire bene le loro forze e imparare nuove tecniche

Dopo tre ore ci appare davanti la cima della Wildspitze, sotto il Rofenkarferner, un ghiacciaio largo incastonato tra pareti rocciose. "Una volta sono stato qui per l’arrampicata su ghiaccio", dice Kilian, indicando con il suo bastoncino da sci lo spigolo di una roccia in ripida pendenza. Nel frattempo il ghiacciaio è scomparso dietro lo spigolo di roccia. Attraversiamo le morene, non sentiamo altro che i nostri sci che strisciano sulla neve e il nostro respiro che disegna piccole nuvole nell'aria di montagna. Cerco di seguire i consigli di Kilian.

Risparmia energia, non alzare i piedi, ma strisciare in avanti, con le pelli che scivolano sempre a contatto con la neve.
Kilian, guida alpina

Tuttavia, presto mi diventa difficile respirare, mentre Vanessa sembra essere abituata all'aria di montagna per i suoi viaggi in Sud America. Raggiungiamo presto il ghiacciaio: non ci sono crepacci in cui si può cadere? “Non preoccuparti, a stagione inoltrata sono tutti coperti di neve”, ci rassicura Kilian.

La guida alpina Kilian consiglia ai due che, per risparmiare energia, non devono alzare i piedi ma camminare in avanti a passo strascicato, con le pelli che scivolano a contatto con la neve.
La guida alpina Kilian consiglia ai due che, per risparmiare energia, non devono alzare i piedi ma camminare in avanti a passo strascicato, con le pelli che scivolano a contatto con la neve.

Dopo sei ore siamo arrivati sull’Ötztaler Urkund. Da quassù si scorgono all'orizzonte le vette delle Alpi bernesi a occidente, all'estremo oriente il gruppo Schobergruppe si spinge nel cielo di mezzogiorno, in mezzo valli con prati verdi e macchie brune, casette e baite. Tiriamo fuori la nostra merenda, beviamo un sorso profondo dalla bottiglia d'acqua. È meraviglioso. Alla fine siamo talmente esausti che ci dimentichiamo completamente di eleggere il vincitore della giornata.

Giorno 4: slittini veloci

"Mettersi un casco per andare in slittino? Dici sul serio?" chiedo. Sono le nove del mattino, siamo in un parcheggio nella valle Sulztal. "Non andiamo a fare un giro in slitta, andiamo a fare una corsa con lo slittino", dice Vanessa e mi porge il casco. “Ne avrai bisogno.” Questa non è la prima volta che Vanessa va a slittare.

Andare in slittino è lo sport più pericoloso che facciamo insieme. Rimarrai stupito dalla velocità con cui correremo giù per la valle.
Vanessa


Dopo i segnali di pericolo, le basi dello slittino: sterzare con i piedi o spostando il peso. “E tira lo slittino verso l'alto per frenare. Tutto chiaro?” Certo, finora.

All'inizio, Vanessa dà a Merlino una rapida introduzione allo slittino.
All'inizio, Vanessa dà a Merlino una rapida introduzione allo slittino.

Con l’attrezzattura giusta, i due si avviano su per la salita.
Con l’attrezzattura giusta, i due si avviano su per la salita.

Partiamo con il casco nello zaino e gli slittini legati alla corda. Le taccole gracchiano tra i rami di un abete, dal cielo cadono fiocchi di neve, il sole brilla tra le nuvole come un disco di porcellana ben levigato. Raggiungiamo un bosco di abeti rossi, il muschio pende dai rami, arruffato dal vento e dalle intemperie delle Alpi. Gli smartphone sono in modalità aereo, niente disturba la pace e la tranquillità. Ci piace rallentare, ognuno asseconda i propri pensieri. Dopo due ore e mezza raggiungiamo il rifugio Amberger Hütte. Piantiamo i nostri slittini nella neve e ordiniamo Kaiserschmarrn con composta di mele, mirtilli rossi e zucchero a velo, bianco come la neve sotto i nostri piedi.

Poi ci viene in mente: oggi è l'ultimo giorno, dobbiamo scegliere una vincitrice. O un vincitore. No? "Dobbiamo sempre pensare alla vittoria?" Chiede Vanessa, affondando la forchetta nel Kaiserschmarrn e dando un bel morso ai mirtilli. Ha ragione lei. Le vacanze non dovrebbero essere una competizione. "È molto più bello poter essere di nuovo un principiante e imparare nuovi sport", dice. Negli ultimi quattro giorni potevamo fare effettivamente molte cose: fare nuove esperienze. E errori. E sperimentare le curve più belle che esistono anche per gli adulti: le curve di apprendimento. Ancora due forchettate  nei “Granten”, come vengono chiamati i mirtilli rossi qui nell'Ötztal, poi il piatto è vuoto.

Dopo una sosta al rifugio Amberger Hütte, Vanessa e Merlin gareggiano in slittino.
Dopo una sosta al rifugio Amberger Hütte, Vanessa e Merlin gareggiano in slittino.

Ci mettiamo i caschi e ci sediamo sugli slittini. Presto prendiamo velocità, i pattini sfrecciano sulla neve sempre più rapidi. Corriamo oltre alberi e rocce. Il casco protegge dal vento e dalle rocce che si alzano a fianco del sentiero nel bosco. Vanessa aveva ragione, si va molto veloci. E se non stai attento, verrai buttato fuori pista in una curva stretta. Noto che è meglio ridurre la velocità prima della manovra e avvicinarmi alla curva dall'esterno. Ho imparato un'altra cosa.

Vanessa e Merlin sono soddisfatti delle loro prestazioni e si preparano al prossimo sport.
Vanessa e Merlin sono soddisfatti delle loro prestazioni e si preparano al prossimo sport.

Dopo mezz'ora siamo a valle, ci togliamo la neve dai pantaloni e mettiamo lo slittino in macchina. Mi tolgo il casco e mi appoggio alla fredda lamiera del veicolo. Poi vedo gli sci da fondo che sono nel bagagliaio. Le scarpe giuste stanno accanto. Pochi istanti dopo, i perni metallici degli scarponi da sci di fondo si incastrano nell'attacco. Il prossimo anello si trova solo a pochi passi di distanza.

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