La cima Kreuzspitze con vista sul Venediger, © Friedl Kratzer
La cima Kreuzspitze con vista sul Venediger, © Friedl Kratzer

Sentiero dell’aquila tappa O2: Rifugio Johannishütte - Rifugio Eisseehütte

Proseguiamo il nostro cammino attraverso l'affascinante mondo alpino: dal rifugio Johannishütte si cammina in direzione Kreuzspitz-Höhenweg, inizialmente attraverso verdi pascoli rigogliosi, poi attraverso terreno roccioso. In questo tratto si può anche tentare una puntatina alla "Kreuzspitze", con la sua vista mozzafiato sul Großvenediger. Il magnifico profilo e gli scorci sulle vette glaciali circostanti ripagano della lunga salita. Il sentiero dell'Aquila, tuttavia, prosegue fino al rifugio Sajathütte, il "castello tra i monti". La meta della tappa, il ben più modesto ma altrettanto accogliente rifugio Eisseehütte, è ancora un po' lontana.

Da sapere su questa tappa

La storia dell'aquila ·I pascoli di montagna intono al rifugio Sajathütte. La Knappenspitze, ovvero la cima dei minatori, testimonia che in questo territorio intorno al Sajathütte veniva praticata l'attività mineraria, in particolare l'estrazione di minerale di rame. I minatori che vi lavoravano erano uomini che avevano già finito il tirocinio. Il rifugio Sajathütte a 2.600 metri risale a più tardi, dato che i lavori di costruzioni iniziarono soltanto nel 1974. I proprietari, la famiglia Kratzer, aveva mietuto l'erba su questi pascoli nascosti e completamente isolati da diverse generazioni per poter disporre di fieno. Conoscevano quindi i pericoli della zona e sapevano quali fossero le parti meno esposte a frane, smottamenti e valanghe. E fu proprio lì che edificarono questo rifugio che divenne ben presto un'apprezzata meta per gli escursionisti. Il numero dei visitatori crebbe talmente che nel 1977 e nel 1985 furono fatti interventi di ampliamento. Per tanti anni gli escursionisti furono ospiti della famiglia fino al 21 aprile 2001, quando la forza devastante della natura travolse e distrusse il rifugio con una valanga. La famiglia Kratzer, tuttavia, non si diede per vinta e con l'appoggio di molti e una raccolta fondi edificarono il loro "Castello tra i monti".

L'occhio dell'aquila · È bello, quando si fa un'escursione, avere davanti a noi il mondo alpino dei ghiacciai. La „deviazione“ via la Kreuzspitze vale la pena per il panorama sul Großvenediger particolarmente bello.

La sfida dell'aquila ·Lo Schernesschaft si estende tra il rifugio Johannishütte e il rifugio Sajathütte, e costituisce un passaggio esposto che richiede assoluta assenza di vertigini e passo sicuro. Anche il passaggio della gola Schernersschlucht è altrettanto spettacolare.

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Punto di partenza  

Johannishütte

Punto d'arrivo

Eisseehütte

Catena montuosa

Gruppo Venedigergruppe

Lunghezza

11 km

Tempo di percorrenza

5 h

Caratteristica

  • Tour escursionistici per disabili su sedia a rotelle
  • Escursioni circolar

Grado di difficoltà

difficile (sentieri alpini neri)

Altitudine

2.750 m 2.110 m

Dislivello in salita 1.250 m
Dislivello in discesa 840 m

Condizione

Tecnica

Stagione migliore

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu

Lug
Ago
Set
Ott
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Dic

* Si tratta qui di valori indicativi e suggerimenti. Per favore tenga presente le Sue abilità personali e la situazione meteo attuale. Non si assume responsabilità per l'essattezza delle informazioni.

Il Sentiero dell'aquila

Questa è una tappa del Sentiero dell'aquila, il più conosciuto itinerario a lunga percorrenza di Tirolo.

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Descrizione del percorso

Punto di partenza: rifugio Johannishütte

L'alta via Venediger Höhenweg o il Sentiero dell'aquila portano dal rifugio Johannishütte verso est. Dopo un'ora circa si apre una piccola alta valle, alla segnavia si prosegue sul sentiero "Kreuzspitz-Höhenweg", che corre prima in direzione sud verso il "Scherneskopf", poi si svolta in direzione nord. Adesso si sale in tornanti sulla vetta "Schernesschaft" a 3.040 metri. Da qui si scende in terreno di alta montagna su una ferrata rocciosa e attrezzata con funi metalliche in direzione rifuggio Sajathütte. A chi ha ancora forza e tempo, suggeriamo la salita dalla Schernesscharte sulla Kreuzspitze con i suoi 3.155 metri. Godetevi il bellissimo panorama sul Großvenediger! Ma attenzione: la tappa giornaliera non termina al rifugio Sajathütte.

Possibilità di ristoro: rifugio Neue Sajathütte

Da qui, la discesa fino al rifugio Sajathütte dura all'incirca mezz’ora e si effettua attraverso un canalone detritico, poi su terreno sabbioso ai piedi della Rote Säule e infine attraverso un pendio erboso si arriva al rifugio Sajathütte (2.575 metri). Questo rifugio offre la possibilità di rifocillarsi prima di prendere l'alta via Prägratner-Höhenweg e marciare in direzione del Eisseehütte. Questo sentiero collega il Sajathütte all'Eisseehütte senza dover riscendere a valle. Si abbandona il Sajathütte verso est e presso il cosiddetto "Fenster" (letteralmente finestra) si gira attorno alla cima del Vorderer Sajatkopf lungo la sua sporgente cresta sudorientale. Lì il sentiero svolta verso nord. I canaloni ripidi sono accessibili e ben assicurati con un passaggio artificiale. Anche la salita di un pendio è resa più agibile grazie a comodi tornanti. Si prosegue attraverso l'interna valle Timmeltal fino all'indicazione della località "Hinteres Wiesach", dove il terreno riprende a essere meno impervio. Ora manca soltanto un breve tratto attraverso il ruscello Timmelbach per raggiungere l'accogliente Eisseehütte (2.521 metri). Per le descrizioni del percorso vedi anche: Guida escursionistica "Osttiroler Wanderbuch" di Walter Mair.

Punto di arrivo: rifugio Eisseehütte

AVVISO: come alternativa per questa tappa molto difficile c'è la possibilità di raggiungere il rifugio Eissehütte direttamente dal rifugio Johannishütte via il valico Zopetscharte. Durata: 4 ore circa, sentiero alpino rosso; nessun sentiero escursionistico – passo sicuro assolutamente necessario.

Data arrivo

Come raggiungete la vostra meta? In aereo, treno, bus o auto.

Il Suo indirizzo d\'arrivo: Prägraten am Großvenediger

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