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Senza alcuno stress

16.12.2020 in Varie

I sentieri
battuti indicano
il percorso,
ma resta comunque
molto da scoprire.
I sentieri battuti indicano il percorso, ma resta comunque molto da scoprire.

È sempre necessario, d’inverno, avventurarsi in montagna con ambizioni sportive? Il nostro autore ha trascorso un fine settimana con gli amici a Kartitsch, il primo villaggio escursionistico invernale dell'Austria. Il risultato? È come se avesse visto la neve per la prima volta in vita sua.

Cosa porterò sempre nel cuore? Il sapore dell’acquavite di pino cembro, che si sposa a perfezione con l’aria fresca di montagna. La storia con i sacchi della spazzatura, ovviamente. E la neve. Che era sempre lì, ma sempre diversa: compatta e dalla struttura vitrea nei passaggi in ombra. Bagnata, pesante e molle sotto i raggi del sole che bacia i pendii meridionali. Più in alto, improvvisamente secca e polverosa, muta, che ti inghiotte fino al ginocchio, avvolgendoti in un manto di silenzio. Lo scricchiolio ritmico scompare improvvisamente. Quiete. E un pensiero balza alla mente: non ho mai vissuto niente del genere. E questo soltanto perché questa volta non ho gli sci ai piedi, ma un paio di scarponi da montagna.

C’è tanto da vedere: Nico, Jana, Andreas e il nostro autore Wolfgang (a destra) sopra Kartitsch.C’è tanto da vedere: Nico, Jana, Andreas e il nostro autore Wolfgang (a destra) sopra Kartitsch.

Il ritmo pacato lascia spazio alle parole.Il ritmo pacato lascia spazio alle parole.

Possibile? Sui sentieri battuti si ha una buona presa anche senza ramponcini.Possibile? Sui sentieri battuti si ha una buona presa anche senza ramponcini.

Escursionismo invernale: una locuzione che sembra allo stesso tempo strana e familiare. Neanche il mio amico Nico capisce subito cosa ho intenzione di fare: „Allora noleggiamo le racchette da neve?“. No, facciamo solo un’escursione. Solo che è inverno. Sarà facile? Perché no? D’estate, per molti, è la cosa più normale al mondo: si buttano gli scarponi da trekking nel baule e si parte alla volta di una cima. Muoversi all’aria aperta, godersi il mondo alpino, passare del tempo con gli amici e la famiglia, liberarsi la mente. Perché non farlo anche d’inverno? Negli ultimi anni, in Tirolo sono stati creati sempre più percorsi escursionistici invernali, sentieri battuti e sgombrati dalla neve che aprono le porte a un turismo invernale più tranquillo e dolce. Come sarà? Noi – ovvero io e i miei amici Nico, Jana e Andi – lo vogliamo scoprire e ci rechiamo per un weekend a Kartitsch in Osttirol.

Il primo giorno: Vogliamo percorrere l’intero itinearario ad anello del sentiero Hollbruckertalweg. Sulla cartina escursionistica sembra molto facile, ma a causa di un’improvvisa incursione invernale, ci sono ancora molti alberi caduti che bloccano il cammino e solo una parte del sentiero è stata battuta con i mezzi. Come se non bastasse, il cartello, che sporge a malapena dal manto nevoso, punta verso il bianco infinito. Lo seguiamo, arrancando nella neve alta fino alla vita per circa cinque metri, poi ci arrendiamo. Niente da fare. Questa è la prima conclusione: andare avanti, tracciare la propria linea nella neve al di fuori del sentiero escursionistico invernale è impossibile senza le racchette da neve. Il nostro livello di frustrazione, comunque, resta nei limiti: dopotutto, il fine settimana non deve essere una sfida sportiva, ma vogliamo trascorrere del tempo tranquillo insieme. Quindi ripercorriamo il sentiero dove ci eravamo avventurati per un’ora e mezza a ritroso e prendiamo la via più diretta per raggiungere il piccolo agglomerato di case che la cartina indica come il villaggio di Hollbruck. Una volta arrivati, ci affrettiamo ad accomodarci nella stube calda della locanda „Schöne Aussicht“ e ci ricompensiamo per la nostra pigrizia con una fetta di strudel di mele fatto in casa. Sulla via del ritorno, il tranquillo villaggio di Kartitsch risplende nel dorato sole del tardo pomeriggio. La luna, che oggi sorge particolarmente presto e appare insolitamente grande, s’innalza col suo colore latteo da dietro le cime degli alberi. È facile comprendere come a qualcuno sia venuta l’idea di mettere su casa in questo angolo di mondo. Il primo giorno del nostro fine settimana di escursionismo invernale non siamo arrivati né in alto né molto lontano. L’umore tuttavia – o forse proprio per questo- è alto: senza troppe aspettative ci siamo goduti la giornata, andando a caso, facendo battaglie di neve e contando gli anelli degli alberi. Mi viene in mente la figura del pescatore seduto senza esca all’amo tutto il giorno sulla riva del laghetto che torna a casa la sera a mani vuote, ma felice. Un’immagine che mi rappresenta bene in questo momento.

Lo strudel di mele della locanda Schöne Aussicht a Hollbruck.Lo strudel di mele della locanda Schöne Aussicht a Hollbruck.

L’ameno villaggio di Kartitsch al tardo sole pomeridiano.L’ameno villaggio di Kartitsch al tardo sole pomeridiano.

La vetta per il giorno successivo è già in vista.La vetta per il giorno successivo è già in vista.

Dove la neve non è battuta, è impossibile farsi strada senza racchette da neve.Dove la neve non è battuta, è impossibile farsi strada senza racchette da neve.

Il giorno dopo, allacciamo di nuovo gli scarponi da trekking, ma Andi fa un’osservazione inquietante: „Dobbiamo sbrigarci. Là dietro si sta chiudendo“ e indica una nuvoletta sola e sperduta che vaga nel cielo blu brillante. Sorridiamo. Tutti sappiamo quanto siamo fortunati di poter trascorrere una giornata invernale così meravigliosa in montagna. Abbiamo imparato la lezione di ieri e per oggi abbiamo programmato un tour completamente battuto. „Il giro di casa“ sul monte del paese, come ci ha detto la padrona del nostro Hotel Garni Monte: una decina di chilometri da fare in cinque ore. Lungo i sentieri escursionistici invernali preparati si può liberare la mente: si sa dove andare, non ci sono scorciatoie da prendere, la neve ferma offre una buona tenuta anche con scarponi da montagna normali. Tornante dopo tornante risaliamo la montagna, la quiete celestiale è interrotta soltanto dal gracchiare beffardo di qualche taccola di montagna. Camminare fa bene, ti tiene occupato senza distrarti: facciamo lunghe conversazioni, a due, tutti insieme, e finalmente abbiamo la sensazione di essere riusciti a trovare il tempo per aggiornarci dettagliatamente sulla vita dei nostri amici. Facciamo una pausa su una panchina coperta, ricarichiamo le energie con albicocche secche e una tisana calda. Un piccolo ghiacciolo pende dall’angolo del tetto gocciolando a intervalli irregolari, scintilla e risplende alla luce del sole. Sullo sfondo si estende il paesaggio invernale incontaminato, ogni albero con la sua chioma bianca, un mondo ovattato. Mi perdo in questo panorama e mi rendo conto che potrei ammirare questo pacifico bianco per ore. „Come in riva al mare o davanti a un falò“, penso. Non senza un pizzico di ironia, mi accorgo che non ho mai vissuto l’inverno in modo così intenso come oggi. Finora, infatti, ero convinto che le montagne innevate avessero senso soltanto con gli sci ai piedi. Ma questa piacevole escursione mi dà pace e tranquillità. Senza il battito all’impazzata o il rumore del vento mentre sfreccio a valle, riesco ad ammirare appieno la magia dell’inverno.

A testa in giù verso la felicità: La neve immacoltata è soffice, ma non per questo meno fredda.A testa in giù verso la felicità: La neve immacoltata è soffice, ma non per questo meno fredda.

La pendenza dei senteri escursionistici inverneli è moderata, difficile restare senza fiato.La pendenza dei senteri escursionistici inverneli è moderata, difficile restare senza fiato.

Voto artistico: Chi traccia l’angelo di neve più bello?Voto artistico: Chi traccia l’angelo di neve più bello?

Dopo due ore di camminata, il paesaggio cambia lentamente ma costantemente: abbiamo raggiunto il limitare della fascia boschiva, la vista spazia lontana, l’orizzonte si avvicina. Il cammino per la vetta è ancora un po‘ lungo, ma il nostro, ormai fidato, sentiero escursionistico invernale si snoda in discesa, serpeggiando verso gli alberi e la valle. Attraverso la neve profonda, in direzione della cima, si intravede soltanto la traccia degli scialpinisti. Ci proviamo anche noi ad arrivare in vetta senza le racchette da neve? Un abitante del luogo, che ci ha già superato con gli sci da fondo, ci aiuta nella decisione: „Certo! Cosa ci vuole? Una ventina di minuti e siete su“. Ora la nostra ambizione ci stimola ad andare oltre, non vogliamo tornare a casa senza aver conquistato la vetta. Ci arranchiamo, attraverso la neve non battuta, crollando ad ogni passo. Cosa ci vuole? Col cavolo. Respirando pesantemente, ci facciamo strada verso la vetta, e per avanzare più velocemente, ci diamo il cambio in testa: chi è avanti crea la traccia finché, esausto, lascia il passo al prossimo. Un tour de force! Yeah! Sudati fradici raggiungiamo la cima del Dorfberg, non in 20 minuti, ma vabbè. Ne è valsa la pena: una piacevole brezza ci accarezza, alcuni scialpinisti si meravigliano di vederci con i nostri scarponi da trekking, beviamo un sorso di grappa di pino cembro dal fiaschetto di Andi e ammiriamo con soddisfazione l’eccezionale panorama. Riusciamo a intravedere perfino le Tre Cime in Alto Adige.

Un altro pezzetto? Di formaggio? L’aria fresca mette appetito.Un altro pezzetto? Di formaggio? L’aria fresca mette appetito.

Ad ogni passo, la neve compatta cede di qualche centimetro endendo la discesa particolarmente piacevole.Ad ogni passo, la neve compatta cede di qualche centimetro endendo la discesa particolarmente piacevole.

Il paesaggio si apre sempre di più e con esso il panorama.Il paesaggio si apre sempre di più e con esso il panorama.

Prima di questo fine settimana, ero un po’ preoccupato: E se ci annoiamo? Senza ambizioni sportive, action, après-ski? Col senno di poi, questa preoccupazione era infondata, e anche un po‘ insensata. Da dove viene il timore di annoiarsi? Forse dal fatto che il continuo movimento e la ricerca del divertimento sono caratteristiche costanti della vita moderna. Ma proprio perché ci sono sempre meno momenti di calma, questi diventano ancora più preziosi. Comunque, questo weekend escursionistico invernale non è stato un puro programma di decelerazione. Ritornati sul sentiero escursionistico e dopo un sostanzioso spuntino, Nico tira fuori dal suo zaino quattro grossi sacchi della spazzatura. Vuole mettersi a raccogliere i rifiuti? Ma il paesaggio è pulito! „Acceleriamo la discesa“, dice Nico e si mette un sacco dell’immondizia sotto il sedere. Si parte! Dopo qualche difficoltà iniziale, affiniamo la tecnica: seduti con le gambe incrociate sfrecciamo verso valle. Hiuhuu! Tutto sotto controllo? Macché! l’importante è essere veloci! Con l’osso sacro ben massaggiato torniamo al punto di partenza del nostro tour. La discesa, per la quale avremmo altrimenti avuto bisogno di due ore, è durata meno di 60 minuti grazie ai nostri “slittini” fai da te. Un’ultima birra al sole, poi buttiamo gli scarponi da trekking nel baule e ci dirigiamo verso casa, sparendo altrettanto velocemente come siamo arrivati. Sulla via del ritorno ripenso a quanto sia stato bello e benefico non aver pianificato ogni secondo del mio tempo libero con attività varie. Com’è stato bello avere abbastanza tranquillità per godersi davvero il tempo con gli amici, nella natura. L’escursionismo invernale non è né particolarmente difficile, né particolarmente elettrizzante – e voglio rifarlo il prima possibile.

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