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Sport

Una giornata sulla neve a St. Anton am Arlberg

Aggiornato il 28.03.2018 su Consigli, Foto: Mario Webhofer

La grande ruota a St. Anton am Arlberg porta gli sciatori in alto. Sciare nelle nevi polverosi della zona è sicuramente uno degli highlight dell’invenro in Tirolo. 
La grande ruota a St. Anton am Arlberg porta gli sciatori in alto. Sciare nelle nevi polverosi della zona è sicuramente uno degli highlight dell’invenro in Tirolo.

Neve fresca, splendido freeriding, tradizioni invernali autentiche: questa settimana il nostro viaggio ci porta in una delle località sciistiche più famose di tutto il mondo, a St. Anton am Arlberg. Qui è cresciuta Rosanna, 29 anni, la guida che ci accompagna per un giorno alla scoperta delle zone sciistiche e del suo paese natale. Girando incontriamo una skiguide, un gruppo di freeriders al femminile e ci immergiamo nella splendida atmosfera del centro di St. Anton am Arlberg.

Qui trovate i nostri suggerimenti per una splendida giornata sulle nevi di St. Anton am Arlberg.

Ore 08:00 // Alla stazione di St. Anton am Arlberg

Come punto d’incontro con Rosanna, la nostra guida, abbiamo scelto la stazione. Essa è molto importante per St.Anton am Arlberg, sia per gli ospiti che per i locali. E’ da qui che si parte e si ritorna per destinazioni in tutto il mondo. Sulla linea diretta da Vienna a Zurigo, qui si fermano Intercity e treni Railjet moderni e il centro del paese e la zona sciistica si raggiungono in pochi minuti.

Rosanna, la nostra guida di St.Anton lavora in campo sociale e ama viaggiare. Oggi ci fa vedere la sua patria – una delle zone sciistiche più famose di tutto il mondo e una splendida località che ha conservato intatto tutto il suo fascino.

Ore 08:30 // Lo „stregone della neve“

Quando nevica a St. Anton, l’oro bianco scende abbondantemente. Giovani e meno giovani cercano poi di domar questo manto bianco con i cosiddetti „Schneehexen“, “gli stregone delle nevi” . Così come fa questo signore, annata 1927, il nonno di Rosanna.

Ore 09:00 // Hotel Arlmont

Ambiente moderno nell’Hotel Arlmont.Ambiente moderno nell’Hotel Arlmont.

Chi fa il suo check in a St. Anton può scegliere tra ottimi hotel di primissima categoria ricchi di tradizioni, splendidi appartamenti e modernissime strutture design. Rosanna ci mostra il suo suggerimento per amici che amano l’architettura moderna: l’Hotel Arlmont (in inglese).

„Trovo che questo hotel rappresenti un interessante contrasto architettonico all’interno del paese tendenzialmente tradizionale. La sua posizione proprio vicino alla funivia Nasserein è semplicemente un sogno. Qui ho festeggiato il matrimonio di amici questa estate ed è stato magnifico. Il personale era particolarmente attento alle esigenze degli ospiti“. Molto comodo e con un ottimo ristorante è anche il secondo suggerimento di Rosannas, il Waldhof (in inglese).

Il ristorante Verwallstube sul GalzigIl ristorante Verwallstube sul Galzig

Il ristorante Verwallstube sul GalzigIl ristorante Verwallstube sul Galzig

Il ristorante Verwallstube sul GalzigIl ristorante Verwallstube sul Galzig

Il ristorante Verwallstube sul GalzigIl ristorante Verwallstube sul Galzig

Ore 09:30 // Sportshop SkiWest

Accompagniamo Rosanna in uno dei negozi sportivi più piccoli dell’Arlberg, lo SkiWest (in inglese), gestito da suo padre. Nel suo shop propone le ultime collezioni di moda del  Tirol-Shop (in tedesco), in cantina prepara gli sci ancora a mano. Sono moltissimi i negozi sportivi nel centro di St. Anton: Alberg Sport (in inglese)Intersport Arlberg (in inglese) (2x), Sporthaus Jenewein (Sport 2000) (in inglese), Skisport Fauner. Tutti propongono equipaggiamenti e outfit per gli appassionati della neve, per sciatori, Freerider, Snowboarder .

Il papà di Rosanna prepara gli ski.Il papà di Rosanna prepara gli ski.

Ore 10:00 // Funivia del Galzig

Le piste da sci sono veramente a pochissimi passi dal centro della località (e dalla stazione ferroviaria). Ci avviamo a piedi verso la stazione di partenza della funivia, che porta sul monte Galzig a 2.184 metri s.l.m. La prima funivia risaliva al lontano 1937, la nuova funivia del Galzig (in inglese), architettonicamente spettacolare, risale al 2006. Una enorme ruota gigante all’interno della stazione di partenza, alza la nostra cabina e ci fa volare in alto verso la cima.

Architettura per la neve: La funivia del Galzig a St. Anton am Arlberg.Architettura per la neve: La funivia del Galzig a St. Anton am Arlberg.

Ore 10:30 // Lo skiguide

#powderday in @stantonamarlberg ❄️❄️❄️ A post shared by Tirol (@visittirol) on Jan 15, 2016 at 12:14am PST

Chi dice Arlberg immagina spesso volentieri splendide discese nella neve fresca. Con ragione. Come possiamo vedere anche noi affacciandoci dalla cabina che ci porta attraverso una forte bufera di neve fino al Galzig.   Accanto a noi ha preso posto Daniel Federspiel , la nostra Skiguide, 30 anni. Parliamo della situazione neve, perché ama la sua professione e perché consiglia anche a sciatori esperti di scoprire l’Arlberg accompagnati da una guida.

„L’ultima settimana e mezzo ha fatto circa un metro di neve e la settimana prossima dovrebbe nevicare ancora“, dice Daniel. Come sciguida ha fatto del suo hobby una professione. Alla domanda perché è necessario servirsi di una sciguida all’Arlberg risponde: „Perché le discese cambiano ogni anno. Molti ospiti vengono solo per una settimana. La discesa dal Rendl per esempio può essere una volta una pista a collinette, un’altra volta può presentarsi con un metro di neve fresca. “ Solo chi è del posto, chi ha una formazione apposita e ha la necessaria esperienza può valutare correttamente in una situazione del genere il pericolo delle valanghe dei fuori pista. E conoscere i pendii più belli. Le guide esperte si possono prenotare presso le locali scuole di sci (in italiano).

Ore 11:00 // Galzig e Valluga

La meta più ambita è ancora più in alto – la cima del Valluga, a 2.809 metri s.l.m., la più alta dell’Arlberg. Il nostro progetto prevede di andare su per fare delle belle foto panoramiche e poi discendere con la cabinovia. Ma vista la forte nevicata sorgono dei dubbi. La discesa dal Valluga con gli sci è possibile solo in compagnia di guide alpine o sciistiche molto esperte ci spiega Daniel. Noi saremo già contenti di andarci semplicemente in funivia.

Sul Galzig c’è una autentica bufera, fuori c’è molto vento e – siamo un po’ delusi – ma Daniel ci spiega che la funivia del Valluga è chiusa perché il tempo è troppo brutto. Ma abbiamo anche fortuna: tre giorni prima Rosanna era stata con una amica sulla cima del Valluga e ha fatto delle belle foto con il suo cellulare. Con il bel tempo il panorama è davvero impressionante come mostra questo scatto:

Panorama visto dall montagna valluga il 10 gennaio 2016. Foto: Rosanna BattistiPanorama visto dall montagna valluga il 10 gennaio 2016. Foto: Rosanna Battisti

Ore 12:00 // La pista da sci Nr. 1

Seguiamo Daniel sulla pista numero 1 verso il rifugio Sennhütte. La neve è fantastica, la vista potrebbe essere migliore.

Se il tempo fosse stato bello avremmo seguito volentieri il suggerimento di Rosanna: di spingerci verso St. Christoph e Stuben am Arlberg. Il suo consiglio: „ scendere la pista dal Schindlergrat a Rauz , una discesa particolarmente lunga, sulla quale ci si può proprio sfogare.   Permette inoltre di fare anche qualche giro fuori pista. Se poi a Rauz si decide di proseguire invece di prendere la funivia del Valfagehr allora si arriva fino a Stuben, da dove partono gli impianti dell’Albona con delle piste super off. In alternativa si può scegliere il tragitto lungo il fiume che è (quasi) sempre validissima, con qualsiasi situazione nevosa.

Il suggerimento di Rosanna per il panorama: „Valluga a parte, il panorama più bello per me lo offre il percorso con la funivia sul Schindlergrat, poi la lunga discesa dritta verso il rifugio Ulmerhütte che permette di ammirare da vicino la vetta del Patteriol, una montagna che si erge dritta per oltre 3.000 metri.“

Gli appassionati dell’arte possono fare a St. Christoph un salto all’esposizione artistica innovativa Kunsthalle arlberg1800 inaugurata a fine 2015. Cultura di alto livello e in quota: a 1.800 metri al passo dell’Arlberg.

 

La „Bandoneon-Intensivstation“ dell’artista Constantin Luser nella Kunsthalle Arlberg1800. (Foto: Philipp Schuster)La „Bandoneon-Intensivstation“ dell’artista Constantin Luser nella Kunsthalle Arlberg1800. (Foto: Philipp Schuster)

Ore 12:30 // Il rifugio Sennhütte

Salutiamo Daniel e pranziamo nel rifugio Sennhütte (in tedesco). Questo rifugio tipico dell’Arlberg con un‘ottima cucina è anche un luogo perfetto per far l‘Après Ski, ci spiega sempre Rosanna: „Io adoro i gestori della Sennhütte, perché si siedono volentieri con te per chiacchierare un po’. Ci si diverte sempre, quando si passa da qui. Qui si trova il classico Après Ski, si mangia bene e in primavera c’è pure un bellissimo terrazzo per prendere il sole. “

Il ristorante Verwallstube sul GalzigIl ristorante Verwallstube sul Galzig

Il ristorante Verwallstube sul GalzigIl ristorante Verwallstube sul Galzig

Il ristorante Verwallstube sul GalzigIl ristorante Verwallstube sul Galzig

Il ristorante Verwallstube sul GalzigIl ristorante Verwallstube sul Galzig

Il ristorante Verwallstube sul GalzigIl ristorante Verwallstube sul Galzig

Il ristorante Verwallstube sul GalzigIl ristorante Verwallstube sul Galzig

Rosanna ha un altro suggerimento dove mangiare nella zona sciistica: „Vado molto volentieri all’  Arlberg Thaja (in inglese), il rifugio è stato completamento rinnovato e ha riaperto quest’anno. E’ carino perché è allo stesso tempo moderno ma anche rustico. Il mangiare è ottimo. “

Il rifugio per gli sciatori Arlberg Thaja con il bel tempo. (Foto: Arlberg Thaja)Il rifugio per gli sciatori Arlberg Thaja con il bel tempo. (Foto: Arlberg Thaja)

Chi ama pasteggiare in un ambiente veramente nobile invece, dovrebbe fare una vista alla Verwallstube (in inglese) sul Galzig, il ristorante insignito con un cappello più alto d’Europa. Lo chef Bernhard Neuhold è conosciuto soprattutto per i suoi gustosissimi piatti di pesce; ogni giovedì propone romanticissime cene a lume di candela. Piatti già gustati da Caroline di Monaco e la coppia reale spagnola Sophia e Juan Carlos I.

Il ristorante Verwallstube sul GalzigIl ristorante Verwallstube sul Galzig

Il ristorante Verwallstube sul GalzigIl ristorante Verwallstube sul Galzig

Rosanna ci raccomanda anche il ristorante presso il museo locale, il Heimatmuseum (in inglese) molto vicino al centro di St. Anton e ben visibile dalla vicina e moderna stazione di partenza della funivia sul Galzig. Il museo racconta la storia di tutto il comprensorio dell’Arlberg: dalla fondazione dell’Ospizio St. Christoph nel 14.mo secolo, dalla vita grama di un tempo in questa regione, la costruzione della ferrovia nel 19.mo secolo fino alla nascita dello sport invernale e del turismo e la sua importanza nei giorni nostri.

Museo con café e ristorante a St. Anton am Arlberg.Museo con café e ristorante a St. Anton am Arlberg.

Ore 14:00 // Freeriding al femminile

Un Freeride Camp per donne a St. Anton am ArlbergUn Freeride Camp per donne a St. Anton am Arlberg

Sull‘Arlberg molta gente si conosce. E’ così che Rosanna intravede tra gli ospiti della Sennstube la freerider e guida sciistica Geli Häusl (in tedesco) famosa in tutta St. Anton. Geli sta portando in giro un gruppo di sei donne, che hanno prenotato da lei un corso freeride per più giorni. Proprio sotto la Sennhütte il gruppo si sta esercitando con l’equipaggiamento di sicurezza antivalanghe. E Geli ci fornisce alcuni chiarimenti.

Una partecipante del freeride camp è Katharina che proviene da Monaco di Baviera. Lei è entusiasta della neve fresca e intende fermarsi a St. Anton altri due giorni oltre il corso, per intraprendere ancora un po di   „coole Powderruns“ come si esprime lei.

Ore 15:00 // Il centro del paese

Concludiamo la giornata di sci intraprendendo una piacevole passeggiata attraverso la zona pedonale di St. Anton. „St. Anton ha proprio un fascino speciale. E’ nato tanto tempo fa ma non lo ha mai perso“, dice Rosanna. „Anche se c’è molto turismo – St. Anton ha conservato la sua particolarità. La mattina la gente si avvia agli impianti sci in spalla, ci sono molti negozi sportivi, comodi ristori, bar e ristoranti. Il paese è molto vivo. Incontro sempre gente del paese che conosco che come me è del luogo. Per me è il comprensorio sciistico più bello che conosco soprattutto per fare il fuoripista.“

Ore 16:00 Uhr // Après Ski

St. Anton si vanta di aver inventato il termine Après Ski. Infatti, indipendentemente se sono guide sciistiche, istruttori sci, freerider, ospiti oppure gente del posto – tutti si incontrano in centro oppure in uno dei bar nei rifugi per festeggiare la fine di una bella giornata sugli sci.   I consigli di Rosanna per l‘Après Ski a St. Anton: „Il Krazy Kanguruh (in inglese), dove si incontrano prevalentemente ospiti di lingua inglese,   il  Mooserwirt (in inglese) – sostengo che bisogna proprio averlo visitato. Un altro dei miei posti preferiti è la Sennhütte (in tedesco)! Molto comoda con una piacevole terrazza per prendere il sole ascoltando musica dal vivo, da raccomandare soprattutto il sabato. Si balla sulle panche. Tutte e tre sono lungo la pista nr. 1 quindi si trovano facilmente. “ Vicino al  Base Camp (in inglese) alla stazione di partenza per il Galzig facciamo ancora qualche foto e poi salutiamo Rosanna – fino alla prossima volta a St. Anton!

St. Anton am Arlberg è famoso per l’Après Ski.St. Anton am Arlberg è famoso per l’Après Ski.

Nel tempo libero Michael Gams ama esplorare la regione: a piedi, in mountain bike, facendo freeride e scialpinismo scopre tutti i luoghi più belli.

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